Ernest Hemingway: in viaggio con il Premio Nobel

Mostra allestita allo storico Caffè degli Specchi di Trieste

press to zoom

press to zoom

press to zoom

press to zoom
1/13

Un'immensa meraviglia: si può riassumere così l'emozione che si è provata visitando a Trieste la mostra dedicata a Ernest Hemingway in occasione del 60° anniversario della consegna del premio Nobel per la Letteratura. Meraviglia per aver visto per la prima volta parte della collezione di cimeli hemingwayani esposta con eleganza, articolata in sezioni e, soprattutto, curata nei dettagli. Il raffinato allestimento con mobili dell'epoca  grazie alla collaborazione con Laura e Claudio Di Pinto, ha consentito agli oggetti di Hemingway di avere nuovamente vita. Ci si riferisce alla macchina da scrivere Remington con cui Hemingway ha scritto il romanzo “Di là dal fiume e tra gli alberi”, il binocolo con cui osservata le anatre alzarsi in volo sul lago del Tombolo, la borraccia utilizzata durante le sue battute di caccia nella Valle San Gaetano, un calamaio con boccetta d'inchiostro e pennini utilizzati dal giornalista statunitense per la corrispondenza e ancora il fodero del fucile da caccia, gli zoccoli che il romanziere usava indossare al suo rientro a casa nella villa del barone Nanuk Franchetti a San Gaetano. La prestigiosa location di Trieste ha ospitato anche il pettine che lo scrittore teneva sempre nel taschino della giacca, alcuni sigari Monte Cristo che Hemingway amava fumare in compagnia del barone Nanuk Franchetti e ancora due spazzolini da denti. Hemingway prestava, infatti, particolare attenzione alla pulizia dei denti.

Back